Autovelox

La Corte di Cassazione con Sentenza n.4010 del 3 Aprile 2000 ha affermato un importante principio in tema di accertamento dell’eccesso di velocità effettuato tramite autovelox.

 

Punto essenziale sul quale si basa la decisone è la disciplina degli artt. 200 e 201 del Codice della Strada dal cui esame si desume che : “ la contestazione immediata dell'infrazione ha un rilievo essenziale per la correttezza del procedimento sanzionatorio, onde la contestazione stessa non può essere omessa tutte le volte in cui sia possibile effettuarla; da ciò deriva che la detta omissione costituisce una violazione di legge la quale rende illegittimi i successivi eventuali atti del procedimento amministrativo.

Il giudice di merito, se riscontra che la contestazione immediata della violazione amministrativa alle norme del codice stradale, pur concretamente possibile, non è stata effettuata, legittimamente dispone l'annullamento del provvedimento sanzionatorio che sia stato emesso dal prefetto per detta violazione.”

 

La Corte ha ritenuto applicabili queste disposizioni al caso del rilevamento dell’eccesso di velocità tramite autovelox senza la contestazione immediata dell’infrazione (contestazione che deve tuttavia risultare possibile) ed ha affermato che, tenuto conto delle caratteristiche evolute del modello di apparecchio utilizzato per il rilevamento che consente la immediata rilevazione della violazione, non ricorre alcuna ipotesi di impossibilità di immediata contestazione contemplate dall’Art. 384 del regolamento di esecuzione del Codice della Strada.

Quindi l'automobilista multato per eccesso di velocità non può contestare la contravvenzione invocando la mancata contestazione immediata qualora questa non sia stata possibile a causa proprio dell'alta velocità dell’auto.

La Cassazione ha annullato una sentenza del Giudice di Pace di Anzio, dando così ragione al Comune di Nettuno che aveva contestato ad un automobilista l'eccesso di velocità spiegando che la contestazione immediata era stata impossibile a causa dell'alta velocità del veicolo.

Autovelox

Interessante sentenza di un Pretore di Pavia che ha assolto una signora che si era vista arrivare a casa una multa e la sospensione della patente per aver oltrepassato un limite di velocita'.

L'infrazione era stata ripresa dall'autovelox ed a questo proposito il pretore l'ha assolta sentenziando che "qualsiasi violazione alle norme del codice della strada deve essere subito contestata dall'accertatore".

Se sara' confermata questa tendenza di rendere non valide le infrazioni registrate da macchinari in assenza di personale che non e' in grado di contestare la violazione al momento allora tutte le telecamere che vanno cosi' di moda fra i corpi di polizia stradale e vigili urbani non avranno piu' giustificazione d'uso...

Una esperienza diretta:

Come ricorrere contro una multa di un autovelox, se questo non è correttamente tarato

Premesso che: se c'è un limite questo va rispettato, non c'è scampo è la legge.

E la legge deve essere rispettata, da tutti.Così come il cittadino deve rispettare la legge, anche lo stato è tenuto a farlo.Diversi riferimenti normativi a livello nazionale ed internazionale richiedono la taratura delle apparecchiature atte a misurare la conformità dei valori acquisiti a determinati requisiti.

L'autovelox ricade proprio in questa classe di apparecchiature. Se non è stato tarato, non è possibile verificarne il corretto funzionamento e l'accusa viene a decadere.

Il metodo qui suggerito per ricorrere contro una multa di un autovelox si basa sul fatto che la "terribile macchinetta" possa essere non tarata.

[Diversi riferimenti normativi a livello nazionale ed internazionale richiedono la taratura delle apparecchiature atte a misurare la conformità o non conformità dei valori misurati a determinati requisiti.

L’autovelox ricade proprio in questa classe di apparecchiature. Se non è stato tarato, non è possibile verificarne il corretto funzionamento.

Il modo di procedere è il seguente:

Accertarsi che il dispositivo in questione sia stato regolarmente tarato inviando lettera A/R all’organismo che contesta l’infrazione, richiedendo copia del certificato di taratura

A questo punto ci sono due possibilità:

viene inviata copia del regolare certificato di taratura rilasciato da uno degli organismi preposti (quelli riconosciuti nella legge 11Agosto 1991 n. 273) à pagate la multa: l'autovelox è tarato e questo metodo non può essere applicato.

…..ma siccome attualmente gli autovelox in Italia non sono tarati…..

non viene inviata copia del certificato (perché non esiste), e nel migliore dei casi viene inviata copia della dichiarazione di conformità al modello depositato presso il ministero.

Il ricorso va effettuato all'organismo preposto mettendo bene in evidenza:

Solo la taratura consente di accertare se lo strumento funziona regolarmente o se è affetto da tutta una serie di errori anche sistematici (ad es. misura sempre un po’ più o un po’ meno dell’effettiva velocità del mezzo)

La tolleranza riportata consente semplicemente al produttore di produrre oggetti simili all’esemplare depositato al Ministero dei LL. PP. nei limiti dei valori di tolleranza (il concetto di tolleranza è solo relativo alle inesattezze di fabbricazione ammissibili, non è possibile pensare di produrre oggetti tutti assolutamente perfettamente simili al primo esemplare)

La norma UNI 30012 il cui campo di applicazione è relativo agli apparecchi "… i cui risultati della misurazione sono utilizzati per dimostrare la conformità a determinati requisiti" riporta la necessità di una taratura periodica e della definizione dell’incertezza di misura (il risultato di una misurazione non è completo, se non include l’informazione riguardo all’incertezza di misura)

Se l'apparecchio è di tipo radar non rispetta la risoluzione OIML R91 (Organisation International de Metrologie Legal - di cui l'Italia è membro) che prescrive la taratura periodica dello strumento.

Questa risoluzione è stata firmata (e quindi accettata) dall’Italia e si riferisce agli autovelox di tipo radar e riporta tutti i test e le procedure di taratura a cui devono essere sottoposti gli apparecchi. Se non è di tipo radar purtroppo non esiste ancora una risoluzione specifica ma larghe parti della risoluzione R91 possono comunque essere applicate agli altri dispositivi ove nella norma non vi sia esplicito riferimento agli apparecchi di tipo radar.

Oltre a non essere presente una valutazione dell’incertezza di misura dello strumento, non sono neanche riportate le condizioni di utilizzo e l’influenza delle stesse sul risultato della misurazione [(condizioni di alimentazione, ambientali, condizioni di installazione su strada (strumento a bolla, ecc.)]

La verifica effettuata dagli eventuali vigili non consente di definire il corretto funzionamento (i pubblici agenti non possono essere certo paragonati a personale tecnico preposto e nessun dispositivo di verifica interno può sostituire la taratura, poiché accerta solo il corretto funzionamento degli organi interni, e non garantisce che le misure siano corrette)

Il risultato finale della valutazione della velocità di un autoveicolo sarà il seguente (lo prescrive la norma EAL R1, sottoscritta anche dall’Italia):

velocità da contestare al guidatore = velocità rilevata – tolleranza – incertezza di misura (bisogna essere cautelativi nei confronti del cittadino e l’incertezza deve essere sottratta). A questo valore bisognerà applicare la curva di taratura per ottenere l’effettivo valore da contestare. La curva di taratura è una relazione matematica che lega il valore letto dallo strumento al valore del misurando (ad es. la relazione di taratura, che è propria di ogni singolo esemplare, può essere di tipo moltiplicativo: i valori letti vanno moltiplicati per 1,5)

Sentenza di Lodi- Aprile 2000 N. di segreteria 363/00:

tutti gli autovelox (radar, ottici e pistole) devono essere tarati.

Il procedimento seguito durante questa causa è simile a quello qui sopra riportato.

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da ADUC

Tortura Autovelox

Con il rientro dalle vacanze, la situazione del traffico si fa drammatica, e come ogni anno ci si lamenta da piu' parti, ma non si cambia nulla. E l'unica cosa che sembra accentuarsi e' la repressione delle infrazioni, invece di creare le condizioni perche' le infrazioni non siano commesse. La regina di questa politica e' l'autovelox.

La diffusione di questo strumento e' sempre maggiore, e mentre da un lato ne siamo lieti perche' c'e' piu' controllo sulla causa principale degli incidenti, non possiamo bendarci gli occhi di fronte all'uso che molte amministrazioni ne fanno: strumento di tortura e di vessazione degli automobilisti.

Abbiamo gia' avuto modo di rilevare come molti Comuni usano inserire nei bilanci preventivi anche i proventi delle multe, fornendo cosi' la certezza di una politica preventiva solo strumentale agli incassi che -se vogliono rispettare gli impegni- devono quantomeno essere raggiunti. E lo stesso uso che le varie polizie fanno dell'autovelox la dice lunga, tant'e' che e' dovuta intervenire la Corte di Cassazione, con ben due sentenze, per ricordare che il codice della strada impone il fermo del trasgressore (con l'eccezione di casi particolari che vanno documentati) -perche' andando oltre i limiti e' un pericolo per tutti- altrimenti la multa e' nulla: vige infatti l'abitudine di non fermare il trasgressore, e inviargli a casa la notifica con gia prestampata una frase tipo "non e' stato possibile notificare l'infrazione", che, per il fatto stesso di essere prestampata ... la dice lunga sulle intenzioni di chi fa questi rilievi e che dovrebbe farlo seguendo il codice della strada.

E grazie a queste sentenze, molti cittadini stanno ottenendo letteralmente giustizia contro chi usa gli autovelox solo a fini di ricavo economico.

Siamo visionari e con il dente avvelenato contro questa o quella polizia? Non crediamo. Anzi. Oggi abbiamo la conferma di questa politica dal comandante dei vigili urbani di Bolzano, che, in un'intervista ad un quotidiano dell'Alto Adige, relativamente al loro servizio con l'autovelox, dice: "Anche se molti sono convinti del contrario - spiega il comandante dei vigili urbani, Sergio Ronchetti - voglio sottolineare che questi numeri non ci fanno piacere, come non ci piace fare multe, il nostro è soprattutto un impegno preventivo, e in quest'ottica vanno letti anche i servizi con l'autovelox o il telelaser: chi supera i limiti spesso non pensa a quello che può provocare. .... La cosa buona è che io ho un'amministrazione comunale alle spalle che non mi ha mai fatto discorsi di "incasso", di obiettivi da raggiungere".

Crediamo che dopo queste parole non ci sia altro da aggiungere per capire cosa realmente sta succedendo.

E percio' invitiamo tutti coloro che si sentono ingiustamente multati a far valere i loro diritti, chiedendo che gli stessi siano rispettati da chi e' preposto alla sicurezza di tutti.

Direttamente da Internet si puo' scaricare un facsimile per il ricorso, mentre nel settore "cara Aduc" del sito dell'associazione si possono trovare tante risposte a quesiti posti da automobilisti che sono gia' stati multati e che hanno fatto o stanno facendo ricorso.

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da ADUC

Sicurezza stradale

Appurata che la causa principale degli incidenti stradali e' la velocita' (cosi' come ce lo conferma l'Osservatorio permanente sulle stragi del sabato sera, istituito dalla Polizia Stradale), giustamente occorre intervenire con fermezza e rigore nei confronti di chi, violando il codice della strada, diventa anche un pericolo per tutti.

Una fermezza e un rigore che deve essere esercitata nell'ambito della certezza del diritto, anche e soprattutto di chi ha infranto il codice.

Il ministro degli Interni ieri, parlando della velocita' quale maggiore responsabile degli incidenti, ha detto che "... per avere maggiore rigore dobbiamo rispettare le leggi. Oggi chiediamo un aggiornamento normativo che consenta di poter utilizzare meglio le tecnologie".

Auspichiamo che questo non voglia dire, cosi' come interpretato da un Tg della Rai, che bisogna abolire la norma del codice della strada che, in caso di multa con autovelox, per renderla valida stabilisce l'immediato fermo del contravventore: se cosi' fosse, sarebbe un disastro.

Oggi succede che l'autovelox sia essenzialmente uno strumento, in mano alle amministrazioni comunali, per impinguare i loro stentorei bilanci. Chi infrange i limiti di velocita' non viene quasi mai fermato, e continua la sua folle corsa con pericolo per tutti; mentre la multa la riceve a casa, mesi e mesi dopo, quando neanche si ricorda piu' dove e come e' avvenuta l'infrazione: un metodo che leva certezza del diritto al contravventore, indisponendolo verso l'autorita' e non favorendo un suo comportamento rispettoso del codice. L'importanza di questo fatto e' stata riconosciuta anche da due sentenze della Corte di Cassazione.

Non solo, ma anche il fatto che, a differenza di cio' che stabilisce la legge per tutti gli strumenti di precisione, l'autovelox non abbia una taratura ufficiale, ma sia affidato alla manutenzione del vigile di turno, non contribuisce ad avere chiarezza e certezza sulla questione.

Ma auspichiamo che il ministro sia piu' lungimirante dei giornalisti della Rai, ed abbia inteso un uso piu' diffuso e preciso delle tecnologie, non il loro asservimento alle carenze di chi rileva le infrazioni.

Per concludere, siamo d'accordo con il ministro Bianco, ma non vorremmo che le buone intenzioni, con provvedimenti sbagliati e raffazzonati, diventassero solo penalizzanti gli utenti della strada e, soprattutto, non avessero quel rigore tecnico e giuridico che, da solo, potrebbe garantirne un successo.

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Da Repubblica (3 aprile 2000)

Si apre un piccolo spiraglio per gli automobilisti che vivono nella paura dopo aver ricevuto a casa la multa e la fotografia, un po' sgranata, che testimoniano il superamento dei limiti di velocità. La possibilità di farla franca è legata al modello dell'Autovelox che ha documentato l'irregolarità.

Se è di quelli particolarmente evoluti, tipo 104/c, cioè di quelli che visualizzano la velocità eccessiva sul display e attivano l'allarme acustico al passaggio delle auto, le probabilità aumentano di parecchio.Una sentenza della Corte di Cassazione infatti ha stabilito che, in questo caso, la multa non è valida se non c'è stata l'immediata contestazione da parte delle forze dell'ordine. Secondo questa sentenza la polizia ha l'obbligo di lanciarsi all'inseguimento del "colpevole" senza aspettare lo sviluppo della fotografia.

La corte suprema si è mossa dopo un ricorso della Prefettura di Macerata contro Marina P. alla quale aveva ingiunto di pagare 432.000 lire per aver superato nella notte di Capodanno del '95 di oltre venti chilometri all'ora il limite massimo dei 50. Contro la multa l'autmobilista indisciplinata si era rivolta al Pretore che le aveva subito dato ragione proprio perchè quell'Autovelox dava la possibilità di contestare immediatamente l'infrazione.

La Prefettura però è ricorsa alla Cassazione sostenendo che "è difficile e rischioso lanciarsi all'inseguimento di un veicolo nel traffico". Inoltre "l'accertamento della violazione non è istantaneo, ma avviene in un secondo momento con lo sviluppo della foto".

A ribaltare queste tesi la sentenza della Cassazione che ribadisce l'obbligatorietà dell'immediata contestazione della multa, in tutti quei casi dove questo sia possibile. La discriminante è appunto il modello dell'Autovelox, che per rendere immediato il riconoscimentoi un'irregolarità deve essere dell'ultimo tipo.

Una buona notizia per Marina P, che si è vista tolta la sanzione e che ha avuto anche il risarcimento delle spese processuali, e per tutti gli autmobilisti dal piede pesante.

Sorgono da vari luoghi del web italiano grida di allarme per misteriosi bidoni della spazzatura che conterrebbero al loro interno l' insidiosa telecamera nascosta dell' Autovelox.

C' è chi li segnala a Milano, chi a Torino chi in altre città d' Italia. In realtà le foto che testimonierebbero il marchingegno vengono sempre pubblicate mancanti della n1 della sequenza. Infatti è l' unica foto che svela la bufala bidonesca.

I poliziotti che mettono a punto il congegno di rilevamento non sono Italiani, ma piuttosto olandesi come spiega un valido servizio antibufala on line.

La notizia parte sicuramente dalla rete, qualcuno con intento bufalesco ha diffuso le foto dei cassonetti telecamerati, naturalmente omettendone l' origine e attribuendoli a nostrane astuzie vigilesche. La leggenda metropolitana ha avuto comunque echi sulla stampa e relative smentite da parte di vigili urbani.