Controllati dai Tutor

Per ora è sperimentale il sistema in grado di registrare le velocità medie in alcuni tratti precisi. Ma ai camionisti non fa paura.

Autovelox, telelaser e radar: a questi “pericoli”, cui tutti gli utenti di strade e autostrade si sono abituati, sta per affiancarsi un fratello, anzi un grande fratello, termine che generalmente indica un controllore implacabile e severissimo.

Di che si tratta? Di una complessa apparecchiatura elettronica in grado di verificare tutto quanto avviene su un certo tratto stradale.

In altre parole di registrare la velocità media di un veicolo in un tratto di lunghezza varabile. Ciò significa che la possibilità dì essere ‘beccati” aumenta notevolmente, poiché scompare la misurazione della velocità solo in un preciso tratto, ma si estende perfino a un percorso di centinaia di chilometri.

Il suo nome è TUTOR ed è una novità omologata già alla fine dello scorso anno, ma di cui si inizia a valutare il possibile impiego solo ora. Anzi dei test sono in corso di effettuazione su vari tratti autostradali (sebbene brevi) della Bologna-Padova, dell’Adriatica, della Milano-Brescia e della Firenze-Mare.

Almeno inizialmente, a detta dei dirigenti delle società concessionarie interessate, si tratta di sperimentazioni, relative fra l’altro a percorsi lunghi al massimo 25 km. Dei cartelli specifici sono stati adottati nei tratti in questione, ma non è dato da sapere se le strumentazioni siano realmente sempre in funzione e trasmettano i dati alla Polizia della Strada.

Se all’inizio le rilevazioni si riferiscono a percorsi corti, ben diversa potrebbe essere l’applicazione futura: TUTOR immagazzina infatti dati sui transiti anche per 300 o 400 chilometri. Sa quindi dire, per esempio, se un camion in viaggio da Milano a Parma o da Napoli a Roma ha superato, come media, gli 80 km/h o se un furgone, in un qualsiasi altro percorso, è andato sempre a 150 km/h. In sintesi TUTOR punirà chi va costantemente e sistematicamente oltre i limiti.

Molti conducenti di veicoli industriali interpellati, hanno minimizzato i rischi di una sua presenza generalizzata sulle autostrade. Con il traffico che c’è e con l’andamento dei tracciati tipici presenti in Italia, hanno detto, la possibilità di superare gli 80 km/h come media non esiste. Forse è ipotizzabile su un breve tratto, ma su distanze lunghe nemmeno un ‘Superman’ del volante potrebbe farcela.

Di diverso avviso gli uomini che stanno sperimentando il sistema. Autovelox e telelaser non lavorano di notte, mentre TUTOR va avanti instancabile 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno.